Che cosa hanno in comune Gorgia, un filosofo antico, uno dei più grandi oratori dell'antica Grecia, e Ludwik Fleck, microbiologo, studioso dei meccanismi immunitari e collaboratore di Rudolf Weigl, scopritore di un vaccino contro il tifo, vissuto oltre venti secoli dopo? Al di là dell'ambito delle indagini filosofiche, i due personaggi sono legati dalla figura di uno scienziato italiano, professore di filosofia all'Università di Catania, che durante il suo soggiorno in Polonia presso l'Istituto Polacco di Studi Avanzati (PIASt), ha condotto ricerche su entrambe le notevoli figure. Il professor Francesco Coniglione ha tradotto in italiano tutti i saggi aventi carattere epistemologici del grande intellettuale polacco Ludwik Fleck. Il lavoro in contemporanea condotto durante la sua permanenza a Varsavia – uno studio sul filosofo antico Gorgia – è stato un complemento alla riflessione su Fleck, per il quale ad importare nella scienza non sono i manuali, ma la pratica concreta degli scienziati, l’essere iniziati a uno stile di pensiero e quindi entrare a far parte di un collettivo; allo stesso modo per Gorgia è impossibile pervenire ad una codificazione rigida né della retorica, né – a maggior ragione – della virtù, ma è possibile solo apprenderla solo praticando i buoni retori e leggendo i loro discorsi. Così come per Fleck in merito alla scienza, anche per Gorgia la padronanza dell’arte retorica e, soprattutto, la capacità di cogliere il momento opportuno per intervenire, adattando il proprio discorso al καιρός, cioè alla circostanza più propizia, è ciò che si apprende con l’esperienza pratica, dagli esempi, ed è diverso dall’εἰκός, che invece appartiene alla teoria oratoria ed è quindi di ordine intellettuale. Dal soggiorno polacco del professor Coniglione è nato il volume "Ludwik Fleck. Stili di pensiero. La conoscenza scientifica come creazione sociale" (ed. F. Coniglione, Mimesis, Milano-Udine), ma non solo. Ottimi anche i contatti scientifici e le relazioni interpersonali. Come dice il professore, "il PIASt è un luogo ideale per la ricerca, la concentrazione, il discorso intellettuale. I contatti che ho potuto stabilire con altri scienziati dell'Accademia Polacca delle Scinze, ma anche delle università, significano molto per me. Spero che ci sia ancora l'opportunità di tornare in Polonia e di realizzare qui altri interessanti progetti scientifici”.
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